Oggi non è il 1939. Ma gli assomiglia più di quanto pensiamo.

Prima della Seconda Guerra Mondiale, il mondo era segnato da tre elementi chiave:
un ordine globale in crisi, tensioni economiche profonde e conflitti regionali sottovalutati.


Oggi rivediamo lo stesso schema.


Le istituzioni internazionali sono deboli, le grandi potenze si muovono sempre più in modo unilaterale e l’economia globale è sotto pressione tra inflazione, debito e frammentazione. Negli anni ’30 furono crisi e protezionismo a preparare il terreno. Oggi sono sanzioni, guerre commerciali e blocchi geopolitici.

Allora i conflitti “lontani” — Spagna, Etiopia, Cina — furono ignorati finché non fu troppo tardi.

Oggi Ucraina, Medio Oriente, Mar Rosso e Taiwan vengono trattati come eventi separati, quando in realtà fanno parte dello stesso processo di escalation.


La differenza principale?

Oggi esistono armi nucleari e un’economia interconnessa. Questo rende una guerra mondiale meno probabile… ma un mondo più instabile, fragile e pericoloso.

La storia insegna una cosa chiara:
le grandi crisi non arrivano all’improvviso.
Arrivano quando tutti pensano che “non conviene a nessuno”.


E proprio lì iniziano davvero.

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Foto di Simon Infanger su Unsplash