Ora condivido con voi alcune informazioni salienti che ho raccolto da CZ al forum di Davos, dove si riuniscono figure influenti a livello globale come Trump ed Elon Musk. Anche se può sembrare sconnesso, se si mette insieme ha molto il “stile CZ” – pratico e diretto sulla struttura del sistema.

Secondo me, il punto più interessante è il modo in cui CZ guarda ai pagamenti. Riconosce che il settore dei pagamenti sta affrontando molti problemi, ma la direzione non è quella di far “crollare” il TradFi con le criptovalute, ma piuttosto che le due parti devono integrarsi tra loro. Le criptovalute non possono semplicemente sostituire l'intero sistema di pagamenti tradizionali, ma svolgeranno un ruolo come un nuovo strato infrastrutturale che rende i pagamenti più veloci, più economici e più flessibili. Questo è un punto di vista abbastanza diverso dalla narrativa “le criptovalute uccideranno le banche” che spesso si sente.

CZ è anche piuttosto diretto nel dire che non crede nei pagamenti in Bitcoin e si mostra cauto nei confronti dei memecoin a causa dell'elevato rischio. Questo mi sembra ragionevole. Il Bitcoin sta diventando sempre più un'attività di deposito di valore piuttosto che uno strumento di pagamento quotidiano, mentre i memecoin sono per lo più ancora un gioco psicologico e di liquidità, molto difficile da sostenere su scala sistemica.

Per quanto riguarda le banche, CZ prevede che nei prossimi 10 anni, il numero delle banche fisiche tradizionali diminuirà drasticamente. Penso che questo non sia dovuto al fatto che le criptovalute 'distruggano' direttamente le banche, ma perché il modello bancario attuale è troppo costoso, troppo lento e non è più adatto a un mondo di transazioni digitali 24/7. Le criptovalute sono solo un catalizzatore che accelera questo processo.

Un'altra idea piuttosto interessante è quella della regolamentazione. CZ riconosce che costruire un quadro giuridico globale per le criptovalute è estremamente difficile, quindi propone il modello del 'passaporto regolamentare' cioè se ottieni una licenza in un paese sufficientemente rispettabile, quella licenza può essere riconosciuta in altri paesi. Se ci riescono, questo sarà un enorme passo avanti per le criptovalute, poiché riduce notevolmente i costi legali e apre la strada per le aziende che vogliono espandersi a livello globale invece di essere frammentate da ogni confine.

Un'idea con cui sono abbastanza d'accordo con l'argomento di CZ sul rischio sistemico. Egli afferma chiaramente che una tecnologia più veloce e più economica non rende il sistema più rischioso. Il problema fondamentale delle banche non risiede nella tecnologia, ma nel modello del riserva frazionaria dove la liquidità è sempre un'illusione fino a quando non si verifica una crisi di fiducia. Le criptovalute, almeno dal punto di vista del design, sono molto più trasparenti in questo senso.

La sessione di condivisione è stata molto interessante e vedo che CZ non parla più di criptovalute con un tono 'rivoluzionario', ma con la prospettiva di qualcuno che ha attraversato molti cicli: le criptovalute non sostituiranno tutto, ma penetreranno nei punti più deboli del sistema attuale. E sono proprio quei punti deboli che rappresentano la vera crescita nei prossimi 10 anni.