Nell'ultimo anno, il numero di token monitorati dagli analisti è aumentato da 5,8 milioni a 29,2 milioni. L'aumento repentino del numero di progetti crittografici porta a una diluizione del capitale, il che ostacola la concentrazione degli investimenti sulle altcoin più promettenti e limita il potenziale di crescita, affermano in CryptoRank.

I creatori di token rilasciano spesso monete con bassa liquidità ma alta capitalizzazione totale. La maggior parte dei token con lunghi periodi di blocco è concentrata tra gli insider. Dopo lo sblocco, un gran numero di monete entra nel mercato, creando pressione sui venditori e frenando la crescita, anche se la domanda rimane, hanno spiegato gli analisti.

Il ruolo del capitale aziendale limita anche il potenziale del mercato delle criptovalute. I grandi attori preferiscono le altcoin di punta come Ethereum, Solana o XRP, considerandole più sicure. Di conseguenza, i fondi affluiscono principalmente in criptovalute grandi e liquide, mentre le altcoin medie e piccole ricevono quasi nessun supporto.

La situazione è notevolmente diversa rispetto agli anni passati, quando c'erano meno token sul mercato, e il capitale si concentrava nelle prime 100 criptovalute, favorendo un rally più coerente, ritengono gli esperti di CryptoRank. Ora la forte frammentazione del mercato ostacola le altcoin nel far aumentare il loro valore in modo sincronizzato.

Gli investitori devono valutare se tale situazione diventerà una nuova norma o se la ciclicità del mercato tornerà, anche se in condizioni mutate, hanno concluso gli analisti.

In precedenza, gli esperti della società Wintermute hanno dichiarato che i cicli di mercato delle altcoin erano finiti già nel 2025, e ora il mercato si trova a un bivio.

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