Martedì 13 gennaio, il gruppo speciale del procuratore della Corea del Sud ha ufficialmente richiesto la pena di morte per l'ex presidente del paese, Yoon Suk-yeol. La motivazione per questa misura così severa è stata la sua tentata imposizione dello stato d'assedio, che secondo l'accusa rappresentava una minaccia per l'ordinamento costituzionale dello Stato.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Yonhap (yna.co.kr) citando un comunicato degli organi di controllo, l'ex capo dello Stato è considerato il principale organizzatore del sollevamento. L'indagine sostiene che Yun Suk-yeol abbia intrapreso azioni volte a mantenere il potere, inclusi tentativi di acquisire il controllo sui poteri giudiziario e legislativo, violando direttamente il principio di separazione dei poteri stabilito dalla costituzione del paese.
L'indagine evidenzia inoltre la natura sistematica delle sue azioni, che, secondo la procura, andavano ben oltre la crisi politica e potevano portare al crollo delle istituzioni democratiche della Corea del Sud.
Ricordiamo che nel luglio 2025 il tribunale di Seul ha emesso un ordine di arresto contro l'ex presidente. Questa decisione rappresenta un proseguimento dell'indagine sugli eventi di dicembre 2024, quando Yun Suk-yeol annunciò improvvisamente l'introduzione dello stato di emergenza. Nel suo discorso, ha dichiarato che tale misura era necessaria per "eliminare le forze filo-nordcoreane" e proteggere il "libero ordine costituzionale".
Tuttavia, l'iniziativa del presidente ha suscitato una forte reazione da parte dell'élite politica e della società. Già poche ore dopo l'annuncio delle misure eccezionali, l'Assemblea Nazionale ha votato per revocare lo stato di emergenza, privando di fatto l'ordinanza del capo dello Stato della validità legale. Questo passo del parlamento è stato un punto di svolta nel crisi e ha aperto la strada a un'indagine penale su larga scala contro l'ex presidente.
Al momento, il caso di Yun Suk-yeol è considerato uno dei più importanti procedimenti politico-giuridici nella storia moderna della Corea del Sud e potrebbe avere conseguenze a lungo termine sia sulla politica interna del paese che sulla valutazione del ruolo del presidente in situazioni di emergenza.