Il quarto trimestre del 2025 passerà alla storia come uno dei periodi più brutali per il mercato delle criptovalute dalla sua nascita. Il Bitcoin ha registrato un calo dai livelli superiori a 126 000 USD raggiunti a ottobre a circa 80 000 USD. Oltre il 35% di correzione dal picco, liquidazioni per oltre 19 miliardi di dollari e la totale scomparsa di un trilione di dollari di capitalizzazione di mercato è una brutale verifica della narrazione di crescita continua. La domanda è: stiamo assistendo alla fine di un mercato rialzista, o solo a una consolidazione più profonda prima di ulteriori aumenti?
Numeri brutali di novembre
Il 21 novembre #Bitcoin ha raggiunto il livello più basso in sette mesi, cancellando tutti i guadagni ottenuti dall'inizio del 2025. La capitalizzazione globale del mercato delle criptovalute si è ridotta di oltre un trilione di dollari, il che conferma che non si è trattato di una correzione tecnica innocente, ma di un cambiamento fondamentale nei sentimenti.
Le istituzioni si stanno ritirando: è la fine della narrativa del capitale stabile?
Uno dei segnali di allerta più importanti è il cambiamento nel comportamento degli investitori istituzionali. Dopo mesi di afflussi continui di capitale nei Bitcoin ETF, novembre ha portato a un brusco inversione di tendenza. BlackRock, il più grande gestore di attivi al mondo, ha registrato un deflusso di 2,34 miliardi di dollari dai fondi Bitcoin ETF a novembre. Non si tratta di una correzione simbolica – è una capitolazione istituzionale.
Gli afflussi totali dai Bitcoin ETF hanno raggiunto 903 milioni di dollari il 20 novembre, e i deflussi complessivi nelle ultime settimane hanno superato i 3 miliardi di dollari. Questo mette in discussione la narrativa fondamentale su cui si basavano le previsioni di un prolungato mercato rialzista – che l'adozione istituzionale rappresentasse un capitale stabile e a lungo termine non soggetto a vendite forzate. La realtà si è rivelata diversa: le istituzioni non sono fedeli “hodler”, ma giocatori razionali che si ritirano ai primi segni di gravi problemi macroeconomici.
Incertezza macroeconomica: la FED come principale antagonista
Un fattore chiave che ha guidato il crollo di novembre è stata l'incertezza riguardo alla politica della Federal Reserve. Per la maggior parte di novembre, i mercati hanno oscillato tra la speranza di un taglio dei tassi di interesse a dicembre e le preoccupazioni che la FED mantenesse una politica restrittiva. La probabilità di un taglio a dicembre è oscillata drammaticamente – dal solo 30% a metà novembre a circa l'80% alla fine del mese. Questa imprevedibilità ha ucciso l'appetito per il rischio.
Bitcoin e criptovalute, essendo attivi speculativi ad alto rischio, dipendono direttamente dalla liquidità globale e dalle condizioni monetarie. Tassi di interesse più elevati significano un dollaro più forte e meno capitale disponibile per attivi speculativi. Anche se i mercati attualmente scontano il 72-85% di probabilità di un taglio di 0,25 punti percentuali a dicembre, la traiettoria a lungo termine rimane incerta. Se i dati sul mercato del lavoro negli USA continueranno a essere deboli, questo potrebbe costringere la FED a ulteriori tagli – il che teoricamente supporterebbe le criptovalute. Tuttavia, i dati economici deboli potrebbero anche segnalare un'imminente recessione, il che sarebbe catastrofico per gli attivi a rischio.
Debolezze strutturali: liquidità e leva finanziaria eccessiva
Il crollo di novembre ha messo in luce la debolezza strutturale fondamentale del mercato delle criptovalute: la cronica mancanza di liquidità. Nonostante l'aumento della capitalizzazione di mercato e la presenza di istituzioni, il mercato continua a soffrire di bassa profondità del libro degli ordini. CNN Business ha osservato che “il flash crash ha costretto molti investitori a vendere attivi per soddisfare i requisiti di margine” – il che ha innescato un effetto valanga: più Bitcoin scende, maggiori sono le liquidazioni forzate, il che approfondisce i ribassi.
Il problema rimane anche la leva finanziaria eccessiva. Troppi trader scommettevano su rialzi utilizzando fondi presi in prestito, creando una domanda artificiale che è esplosa al minimo scossone.
Dicembre porterà un recupero?
Gli indicatori tecnici e i dati on-chain segnalano prospettive miste. Da un lato, nei dati come RSI o MACD si può notare un evidente sovra-venduto del mercato. D'altro canto, i dati di Coinglass mostrano che Bitcoin non ha mai registrato aumenti a dicembre se novembre si è chiuso in perdita – ed è esattamente quello che è successo nel 2025.
Cosa deve accadere affinché il mercato rialzista torni?
Affinché il mercato delle criptovalute possa tornare su un percorso di crescita sostenibile, deve soddisfare alcune condizioni chiave che attualmente sembrano lontane:
Stabilizzazione macroeconomica: la Fed deve fornire un chiaro messaggio sulla traiettoria dei tassi di interesse e evitare bruschi cambi di politica. I mercati non tollerano l'incertezza.
Il ritorno della liquidità: le istituzioni devono ricominciare ad allocare capitale nei Bitcoin ETF, invertendo i deflussi di novembre. Questo richiede il ripristino della fiducia, che è stata gravemente compromessa.
Pulizia della leva finanziaria: il mercato deve attraversare un'ulteriore fase di eliminazione della leva finanziaria eccessiva. Questo potrebbe significare ulteriori ribassi o una consolidazione prolungata.
Aumento della capitalizzazione di mercato delle stablecoin. Da ottobre, purtroppo, vediamo una diminuzione della capitalizzazione di mercato di tutte le stablecoin, il che suggerisce che il capitale di questo mercato sta sfuggendo.
I prossimi mesi potrebbero essere difficili
Un mercato rialzista nel senso classico – un periodo di crescita ininterrotta guidato dall'entusiasmo – è probabilmente giunto al termine. Ciò che ci attende è un periodo di incertezza, dove sopravviveranno solo i progetti di reale valore, mentre le narrazioni speculative saranno spietatamente verificate.
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